Italia – IX Simposio d’arte Contemporanea Internazionale di Scampia

Italia – IX Simposio d’arte Contemporanea Internazionale di Scampia

Amare è una cosa seria. È scelta e responsabilità; richiede impegno, dedizione, volontà, compassione, empatia, servizio, perdono, serietà, gratuità, tempo; Amare è sempre esperienza divina. “Amare” è denunciare l’ingiustizia, è sacrificio, nel suo significato etimologico, per un mondo dove tutte e tutti abbiano stessi diritti e stessi doveri, nella ricchezza delle differenze razziali, geografiche, culturali, linguistiche, spirituali nella comune, multiforme e straordinaria umanità.

Amare è verbo plurale; se io amo il mio orizzonte si trasforma, m’impedisce di chiudermi su me stesso/a, mi spinge ad uscire dal mio piccolo mondo per incontrare e abbracciare gli altri, gli amici come coloro che sono più da me distanti, le cose, il mondo stesso. “Ammare” è disinteresse e distrazione, è frutto d’ignavia, di pigrizia mentale e fisica; è assuefazione allo status quo, è lasciarsi vincere dal “tanto niente cambierà”. “ammare” è un verbo singolare perché ti chiude, quindi si può essere in tanti ad “ammare”, anche vicini vicini, ma si rimarrà sempre soli.

Una cooperativa deve essere una forma dell’“Amare” per perseguire il bene della collettività; è un “Amare” che si fonde e sostiene il lavoro dei soci, che è arricchito, trasformato ed energizzato dalla presenza delle persone che si servono per divenire comunità. Occhi Aperti è una cooperativa che nasce da un sogno e un desiderio iniziato in modo diverso e simile, come “un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52), nel 1680 da S. Giovanni Battista de La Salle che si è lasciato coinvolgere e poi ha coinvolto delle persone in un “associarsi per una missione”: l’educazione di coloro che erano lontani, che non avevano diritti, impossibilitati a realizzarsi umanamente e cristianamente; è un cammino che vive in quasi 1000 istituzioni nel mondo.

Quest’anno, in modo nuovo, il Simposio è riuscito a coinvolgere e far brillare le ricchezze e le competenze di ciascuno: quest’anno per esempio sono entrati a testa alta nell’organizzazione e gestione del Simposio Imma Conte e Mattia Trantino e di NOPHOTO, Grazia Abbate e Gennaro Lubrano che hanno appena terminato IO VALGO; la scuola lasalliana della seconda opportunità che Occhi Aperti anima da 10 anni.

L’arte dovrebbe essere una forma dell’“Amare”, ma una ricerca egocentrica e narcisistica, in modo non direttamente proporzionato con la qualità dell’opera, la può trasformare in un’“Ammare” vuoto e sterile. La pittrice catalana Isabel Jover, il pittore e poeta visuale spagnolo Cesar Reglero Campos, il pittore e scultore senegalese Mor Talla Seck, persenze già conosciute al Simposio Internazionale d’Arte di Scampia, come la poetessa visuale uruguaiana Miriam Mercader, lo scultore ceramista napoletano Sergio Scogliamiglio, la danzatrice napoletana Marie-Thérèse Sitzia, il fotografo napoletano Stefano Cardone e il muralista napoletano Gianluca Raro sono artiste e artisti che fanno del creare una forma dell’ “Amare”, una declinazione del dono, della gratuità, una possibilità di far splendere una luce, un’emozione non fine a se stessa, un’idea di bellezza, una possibilità di novità e di cambiamento, un appello all’insieme e all’impegno per coloro che si accostano alle loro creazioni.

Scampia ha sempre risposto con l’“Amare” alla proposte e alle provocazioni del Simposio che vive la relazione e il contatto con il territorio grazie ai laboratori che permettono alla gente d’incontrare artisti e artiste e creare legami di amicizia, comunione, passione, trasformazione e liberazione. I laboratori sono sempre una delle peculiarità più preziosa del Simposio Internazionale d’Arte e quest’anno sono stati molto ricchi:

  • le donne di “DREAM TEAM” hanno poetato visivamente insieme grazie a Myriam Mercader;
  • Mor Talla Seck ha allietato e colorato, all’interno di un progetto di prevenzione , promozione della salute e arti-terapie del Distretto 28 dell’ALS Napoli 1 Centro, grazie al Direttore Dott. Beniamino Picciano e all’Ufficio sociosanitario, Dott.ssa Elena de Rosa, e all’ ass. Vox Alterna;
  • i bambini del L.E.T., coop. UOMO E IL LEGNO; hanno colorato il “mondo” grazie al laboratorio di Isabel Jover;
  • i bambini del Giardino dei mille colori, ass. C.E.Lu.S., e del Centro Hurtado hanno creato le loro poesie visuali con Cesar Reglero Campos,
  •  il CentroInsieme si è tinto dei vivaci colori del laboratorio con Mor Talla Seck.

La novità di quest’anno è stata una mattinata insieme in Villa Comunale: erano quasi un centinaio i bambini e le bambine, accompagnati dai propri responsabili dei centri partner, che l’hanno invasa, colorati e festosi, per un allegro e grande momento di Arte e gioco, animato dagli educatori ed educatrici di Occhi Aperti; un successo da conservare per i Simposio futuri.

Fabio Cito, fotografo professionista, socio di Occhi Aperti, e curatore del 9° Simposio, ama la sua famiglia, la sua professione e con passione trasmettere l’arte fotografica ai giovani, ha infuso amore nella curatela e ha saputo coinvolgere amici artisti ed artiste e soprattutto i giovani di CasArcobaleno, creando nuova vivacità: a lui il grazie di tutte e tutti. Occhi Aperti ha la volontà di lasciare un ‘opera permanente alla Municipalità nell’Auditorium “Fabrizio De Andrè”: un’opera che unisce installazioni in ceramica e mural dove un branco di pesciolini, dai colori brillanti, riesce a coinvolgerne sempre più per essere un movimento di riappropriazione dello spazio vitale che è per tutti, di tutti e a cui tutti sono chiamati alla cura e alla partecipazione.

L’Arte del Simposio, grazie agli artisti e alle artiste, aiuta ad andare oltre il velo del sensibile e creare, come hanno insegnato molto bene i bambini e le bambine dei laboratori, vincoli di comunione, d’intuizioni e di bellezza salvifica da radici profonde. Amare o “Ammare”? Questo è il problema. Lasciamo a te, amica o amico che hai partecipato al Simposio o che ci leggi, la scelta che il Simposio ha rilanciato, una decisione che è personale ma che si deve trasformare in scelta comunitaria in qualsiasi territorio…. un cooperare che abbandona l’”ammare” per trasformare il mondo con la “mistica” del vivere insieme” e con la volontà “di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare” ad una “marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio” (EG 87) che è la nostra comune e insieme personalissima divina vocazione all’“Amare”!

This post is also available in: en fr it

Share This Post