Opinioni e commenti
12 maggio 2000

di Fr. Valerio López Astrain
Il lavoro delle Commissioni è cominciato. I membri del Capitolo, Fratelli e laici sono suddivisi in sei Commissioni, come indicato in precedenza. La riflessione in piccoli gruppi interculturali facilita l'approfondimento e la complementarità. L'assemblea Generale sentirà la prima relazione delle Commissioni sabato 13 o matedì 16, dato che il 15 è dedicato alla festa in memoria del nostro Fondatore.

Nel frattempo, l'Ufficio-stampa del Capitolo ha sottoposto un certo numero di domande a qualche membro del Capitolo, per conoscerne l'opinione personale.

Circa la presentazione fatte dalle Regioni:

Fratel Olavo José Dalvit (Distretto di Porto Alegre, Brasile).
Quali sono le tue impressioni sulla presentazione da parte delle varie Regioni?

1. Prima di tutto, sono rimasto molto colpito dal realismo delle descrizioni di gran parte delle Regioni e dei Distretti. Ci troviamo in mezzo a grossi problemi, ne conosciamo i perché e le possibili conseguenze, e anche ciò che occorre fare per evitare la catastrofe. Lo stesso realismo ci sprona a guardare al futuro come ad un'opportunità, ci prefiguriamo nuove possibilità, nuovi orizzonti, nuovi modi di essere, oggi, Fratelli de La Salle.

2. Mi sembra di capire poi che i problemi (il numero dei Fratelli, i cambiamenti soprattutto nel campo dell'insegnamento...) qui vengano analizzati per quel che riguarda gli effetti e non le cause. Sembrerebbe che ciò che è fondamentale sia chiaro, che tutti sappiano cosa implichi il fatto di essere Fratello, e che basti risolvere i problemi che si presentano oggi e le relative conseguenze.

In quanto giovane Fratello presente al Capitolo, e nonostante la mancanza da parte mia di una visione più globale, intuisco il pericolo che comporta il fatto di attenersi a questioni non essenziali per i tempi odierni, come Istituto e come parte della società. E' per me di incoraggiamento il grande spirito di comunità e la forte presenza dello Spirito che si sente tra i partecipanti al Capitolo.

Circa la presentazione delle Regioni, Fratel Louis Morel (Distretto di Francia) ci dice la sua impressione:

In generale, direi che le presentazioni mi hanno interessato. Mi hanno aperto meglio gli occhi sulla grande diversità delle situazioni in cui operano i Fratelli, sulle loro preoccupazioni e i loro ambienti di lavoro in tutto il mondo. La varietà dei mezzi utilizzati per le presentazioni ha tenuto sveglia l'attenzione dell'assemblea. Le presentazioni stesse hanno mostrato in modo evidente le differenze esistenti tra le Regioni per quel che riguarda le risorse umane e finanziarie disponibili in ciascuna di esse.

Il fatto di centrare questa presentazione sull'insieme delle sfide che ogni Regione deve fronteggiare, non ha permesso di mettere in evidenza le scelte che i Fratelli devono compiere riguardo alla missione dell'Istituto, nè come questa (missione) sia prospettata oggi in ciascuna Regione di fronte agli enormi bisogni di educazione umana e cristiana dei poveri in tutti i continenti. Secondo me, questa è un'omissione che, spero, troverà una risposta nel corso del Capitolo. Tra sette anni sarà forse troppo tardi.

Circa i cambiamenti da fare nell'Istituto:

Fratel Umberto Murillo, Direttore del Noviziato di Medellin, Colombia, e ex-Visitatore del Distretto, ci espone il suo pensiero:
Spero che i prossimi Consiglieri e il prossimo Superiore Generale meditino sui punti fondamentali atti a rendere dinamico l'Istituto: spiritualità, identità e consacrazione, l'educazione dei poveri, la difesa della vita, la giustizia, la democrazia, la pace; la formazione degli associati e dei Fratelli; l'evangelizzazione dei giovani e l'educazione alla fede.

Occorrono cambiamenti nel governo centrale dell'Istituto e nelle strutture dei Distretti. Occorre fare quanto è necessario per arrivare all'interdipendenza e al raggruppamento dei Fratelli. Occorre pensare a una revisione indispensabile dell'amministrazione dei beni nella Regione e nei Distretti.

Circa il futuro Superiore Generale:

Ecco qui due opinioni, una sulla sua leadership e l'altra sulle sue qualità.

Per quel che riguarda il tipo di leadership e di animazione, Fratel André Dubuc, del Distretto del Canada di lingua francese, ci ha detto: "Deve essere un uomo molto ancorato al messaggio evangelico, che sposi le passioni di Dio per il mondo e che sappia comunicarle ai Fratelli e agli Associati. Dunque un uomo sensibile alle angosce del nostro mondo, che si lasci riempire di compassione e d'indignazione e che sia contagioso....

Un uomo in cui si associno l'audacia profetica e la prudenza evangelica, che con passione e gioia dia ai Fratelli e agli associati una nuova immaginazione, un'immaginazione più audace della speranza cristiana...
Un uomo che mantenga l'unità - non l'uniformità - e la comunione in seno all'Istituto. Un uomo garante del carisma del Fondatore e della missione lasalliana. Un messggero di sperannza..che sappia incoraggiare gli sforzi e scuotere i torpori".
Fratel Raúl Valadez García, ex-Visitatore di Messico Sud, precisa alcune delle virtù che dovrebbe avere il futuro Superiore Generale:
"Una grande capacità di ascolto e di accompagnamento dei Fratelli.
Uno spirito aperto e il carisma del discernimento.
Dovrebbe saper lavorare in squadra e accettare di essere aiutato, soprattutto dal suo Consiglio Generale. Dovrebbe favorire la comunicazione rapida ed efficace attraverso tutto l'Istituto".
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