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Benvenuti al 43° Capitolo Generale
1° maggio 2000
Fr. John Johnston, FSC
Superiore Generale |
Dò il benvenuto al 43° Capitolo Generale dell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane a voi che siete i Delegati ed i consulenti del Capitolo Generale in rappresentanza dell'instieme dei Fratelli, dei partners e degli associati del mondo intero. Vi dò il benvenuto a questo Capitolo Generale dell'anno del Grande Giubileo, primo Capitolo del nuovo secolo e del nuovo millennio; Capitolo durante il quale celebriamo il 50° anniversario della proclamazione di San Giovanni Battistia de La Salle a patrono particolare di tutti gli educatori dei bambini e dei giovani ed il 100° anniversario della Sua canonizzazione.
Festa del lavoro
In molti paesi del mondo, tra cui l'Italia, il 1° maggio si celebra la Festa del Lavoro. Questa festa ci ricorda che San Giovanni Battista de La Salle ha fondato il nostro Istituto essenzialmente per i bambini degli operai e dei poveri. Le celebrazioni, le sfilate e le manifestazioni di questa giornata ci aiutano a ricordare che Dio ci chiama alla solidarietà verso tutti coloro che fanno parte del mondo del lavoro. Gli eventi di questa giornata sono anche richiami di Dio a vivere la vita semplicemente, come la gente di condizione modesta, a lavorare per guadagnarci il pane e a condividere il destino dei poveri. (Regola 32, 32a).
Festa di San Giuseppe lavoratore
Per dare a questo giorno una dimensione esplicita di fede, la Chiesa ha istitutito la festa di San Giuseppe Lavoratore. Giuseppe era infatti un lavoratore, un operaio, un artigiano. Ogni giorno condivideva il destino dei poveri. Si guadagnava il pane e manteneva la famiglia come falegname.
San Giovanni Battista de la Salle, nel Suo testamento, di qualche giorno prima della morte, raccomandò ai Fratelli di avere una devozione speciale per San Giuseppe, che lui chiamava il Patrono e il Protettore della loro società. Di conseguenza, la Regola ci esorta ad invocare San Giuseppe, un'esortazione particolarmente appropriata per noi quest'oggi. Lo stesso articolo della Regola presenta Giuseppe come modello di tutta la nostra vita: l'uomo di fiducia e di fede in Dio; Giuseppe, l'uomo giusto; Giuseppe, l'uomo umile. Insieme a Maria ha fatto crescere ed ha educato Gesù (Regola, 77). Il Fondatore ci ricorda che così come Dio ha fatto di Giuseppe il responsabile del benessere di Gesù, fa responsabili noi dei bambini che ci affida. De La Salle ci consiglia vivamente di imitare Giuseppe, "cui niente stava più a cuore che provvedere ai bisogni del Bambino Gesù" (Med.110.3)
Il Logo
In alto su questa pagina, e su molti degli articoli e dei documenti che riceverete in questi giorni, noterete il logo ufficiale del Capitolo Generale, creazione di Fratel Felipe Ocádiz del Distretto del Messico Sud, attualmente in servizio presso la nostra missione del Giappone. Nel logo riconosciamo: 1) una stella, che significa lo spirito di fede; 2) un carattere cinese che significa "molto importante"; 3) la Croce di Cristo, che ci ricorda la nostra identità di Cristiani; 4) una forma umana dalle braccia aperte, segno dei Lasalliani che si sforzano di abbracciare, come fratelli e sorelle, tutti quelli che sono affidati alle loro cure; 5) una forma le cui punte indicano tutte le direzioni, simbolizzando l'unità nella diversità dei Lasalliani; 6) un corno in basso a sinistra, che significa che Dio ci convoca al servizio della Chiesa e del mondo; 7) un simbolo di "parola" della cultura dell'America Latina in basso a destra, che allude al dialogo che deve caratterizzare il Capitolo Generale; 8) il colore blu, che ci richiama le acque del battesimo.
Questa descrizione non esaurisce il senso del logo. Nel silenzio della preghiera, ciascuno di noi potrà trovare il proprio significato.
L'Unione
Tra le raccomandazioni fatte dal Fondatore ai Fratelli nel Suo testamento, si trova un'esortazione commovente "ad avere tra loro un'intima unione". Noi Capitolari dobbiamo prendere a cuore questa raccomandazione, interpretando proprio alla lettera les parole "intima unione". Quest'espressione di de LaSalle non ci sorprende. E' coerente con molti passi delle sue meditazioni. " E' una pietra preziosa l'unione in una comunità"; è per questo che Nostro Signore l'ha spesso raccomandata ai Suoi Apostoli prima di morire; se la si perde, si perde tutto... una comunità senza carità e senza unione è un inferno... e perciò, conservatela con cura, se volete che la vostra comunità si sostenga." (Med. 91.2, 65.1)
Secondo la nostra Regola, il Capitolo Generale è "costitutio ad immagine dell'Istituto intero". Esso è "l'espressione pià alta della comunione che esiste tra tutti i Fratelli". L'unione tra noi quando ci sforziamo di discernere la volontà di Dio è una pietra preziosa. Se la si perde, si perde tutto. Un Capitolo Generale senza la carità e l'unione sarebbe un inferno. Possiamo immaginare il Fondatore dirci oggi: "conservatela con cura, questa unione, se volete che il Capitolo Generale riesca bene".
Dio, nella Sua provvidenza, cioè nel Suo amore e considerazione per la vita e la missione dei Fratelli delle Scuole Cristiane, dei "partners" e degli associati lasalliani, ci ha chiamati insieme come rappresentanti dei nostri Fratelli. Alcuni tra noi sono qui di diritto o per nomina, ma gran parte sono stati eletti dai Fratelli dei settori e sono stati mandati a Roma come loro delegati. Siamo molto consapevoli delle grandi diversità che ci caratterizzano: diversità di cultura, di razza, di lingua, di realtà politiche ed economiche. Alcune situazioni religiose sono molto diverse. Come diversa è l'età media dei Fratelli a seconda delle Regioni; si va da 42,4 anni in una regione a 75,1 in un'altra. Una regione ha 194 Fratelli a voto temporaneo, mentre due regioni non ne hanno che uno solo. Siamo consapevoli della nostra diminuzione di numero. Non siamo forse consapevoli, tuttavia, del fatto che tra i circa 500 istituti di religiosi, noi occupiamo il sesto posto, dopo i Gesuiti, i Francescani, i Salesiani, i Cappuccini e i Benedettini. Dopo di noi vengono i Domenicani, i Verbiti, i Redentoristi, i Fratelli Maristi e gli Oblati di Maria Immacolata. In quanto delegati, noi portiamo queste realtà al Capitolo Generale, oltre alle sfide, le domande e le proposte dei nostri Fratelli.
Responsabili per il Corpo intero dell'Istituto
Tuttavia, stasera noi diventiamo capitolari. In quanto capitolari, riconosciamo, ammettiamo ed accettiamo la responsabilità, come dice la Regola, "per il Corpo intero... dell'Istituto" (Regola, 103). E' nostro dovere, davanti a Dio e davanti a tutti i Fratelli dell'Istituto, prendere le decisioni che noi crediamo essere nel migliore interesse dell'intero mondo lasalliano. "L'intima unione" tra noi ci renderà capaci di entrare in un dialogo sincero. Siamo venuti a questo Capitolo con posizioni che sono il risultato delle nostre riflessioni personali e di quelle delle nostre comunità, dei nostri distretti, dei nostri sotto-distretti, delle nostre delgazioni, delle nostre regioni e delle nostre riunioni pre-capitolari interregionali. Abbiamo bisogno di illustrare queste posizioni ai nostri colleghi capitolari, e abbiamo bisogno di ascoltare con attenzione e rispetto, mentre essi espongono le loro posizioni. Come ha detto Atticus Finch nel romanzo To kill a Mockingbird, dobbiamo entrare nella pelle dell'altro ed evolverci dentro. Ciascuno deve avere la convinzione di poter dire ciò che pensa sinceramente, che i suoi Fratelli l'ascoltano con attenzione e che prendono sul serio i suoi punti di vista, che siano o meno d'accordo con lui.
E' evidente a tutti che un Capitolo Generale non è un congresso o un'assemblea politica. Non è neppure un concorso atletico che stabilirà chi saranno i vincitori e chi i perdenti. E' piuttosto "la più alta espressione della comunione che esiste tra tutti i Fratelli". La Regola emette il mandato del Capitolo Generale per perpetuare "la fedeltà vivente del carisma proprio dell'Istituto" (Regola, 103). A questo scopo, dobbiamo fare in modo di uscire dal Capitolo vincenti; vincenti perché avremo scoperto insieme la volontà di Dio riguardo a noi.
Molto spesso la risposta, la decisione, la proposta o l'azione che cerchiamo, emergono nel processo che si chiama "sinergia" Sinergia, secondo il mio dizionario, è l'azione interattiva di agenti distinti, che fa sì che l'effetto totale sia più grande della somma degli effetti presi singolarmente. Stephen Covey, che ha scritto sulla leadership efficace, dice che il processo di sinergia libera dall'interno delle persone i poteri più grandi. Esso apre lo spirito e il cuore a nuove possibilità, a nuove iniziative, a nuove scelte. I risultati possono essere del tutto inaspettati, ma ottimi. La sinergia ha luogo quando le relazioni sono fondate sull'amore e sull'intima unione e quando il dialogo è sincero, aperto e rispettoso.
Il grande documento che è il 39° Capitolo Generale, chiamato comunemente La Dichiarazione, è stato il frutto della sinergia. Prima del Capitolo, non esisteva un movinto in favore della redazione di un documento sull'identità dei Fratelli e la loro missione. "E' arrivato" perché i capitolari dialogavano tra loro nel reciproco rispetto. Ciò facendo, aprivano lo spirito e il cuore alla guida dello Spirito Santo.
La condivisione del Corpo del signore nello spezzare il pane eucaristico
Tra qualche minuto celebreremo l'eucaristia, per la prima volta come comunità del Capitolo Generale. Il celebrante sarà Monsignor Marcello Zago, Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione. Monsignor Zago è stato Superiore Generale degli Oblati di Maria Immacolata. E' stato il Segretario particolare del Synodo sulla Vita Consacrata nel 1994. Ho avuto il piacere di lavorare con lui come Segretario particolare aggiunto.
"Tutta la vita dei Fratelli è animata dal mistero eucaristico". (Regola, 70). Vogliamo che questa celebrazione eucaristica animi ciascuno di noi stasera. Nello spezzare il pane eucaristico, condividiamo realmente il corpo del Signore. Gesù Cristo ci riunisce in comunione con lui e in comunione gli uni con gli altri. "Effettivamente, comunicando il suo Spirito ai suoi fratelli, che egli riuniva da tutte le nazioni, ha fatto di essi, misticamente, come il suo Corpo". (LG 7) "Poiché non c'è che un pane, per tutti noi, noi non formiamo che un corpo, perché tutti siamo partecipi di quel pane unico." (1Cor 10:17). Noi siamo il segno della comunione che esiste tra noi Fratelli.
Come capitolari, abbiamo il dovere, come dice la Regola, di perpetuare "la fedeltà vivente al carisma prorpio dell'Istituto". N. 103) E' un'altra maniera di esprimere quel che ho cercato di dire nella mia lettera pastorale per quest'anno giubilare: La Sfida: Vivere oggi la nostra Storia fondatrice. Il 43° Capitolo Generale è un mezzo provvidenziale per aiutarci da noi stessi, insieme ai nostri "partners" e ai nostri associati, a vivere oggi con fedeltà e dinamismo il carisma che lo Spirito ha accordato a San Giovanni Battista de La Salle, questo carisma manifestato in modo così struggente nella nostra storia fondatrice.
Fratelli, noi sappiamo che Cristo ci prenderà in comunione con lui e con gli altri, e che farà di noi il suo corpo. In unione con lui e con gli altri, mettiamoci davanti al Padre, le braccia tese e preghiamo: Parla, o Signore, i tuoi servitori ti ascoltano, Signore, noi siamo venuti per fare la tua volontà. Che vuoi che facciamo?
La Regola ci esorta ad imparare ad essere docili allo Spirito, nel "sì" totale di Maria, madre di Gesù. Quattro settimane fa, il Consiglio generale ha fatto di nuovo un pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora del Buon Consiglio a Genazzano. La nostra intenzione era quella di pregare per il Capitolo generale per mezzo dell'intercessione di Maria.
Insieme stasera, preghiamo:
Nostra Signora del Buon Consiglio, prega per noi.
San Giovanni Battista De la Salle, nostro ben amato padre e fondatore, prega per noi.
Via Gesù nei nostri cuori!
Per sempre! |
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