I Partners Consulenti si uniscono al Capitolo
8 maggio 2000

di Fr. Donald Johanson
La prima attività dell'Assemblea Generale oggi è stata quella di accogliere i Partners Consulenti del Capitolo. Vi prenderanno parte dall'8 al 20 maggio. Dopo un breve discorso di benvenuto da parte del Superiore Generale, Fr. John Johnston, i Parners sono stati invitati ad auto- presentarsi all'Assemblea, descrivendo brevemente la loro collaborazione con i Fratelli.

Dopo le presentazioni, ciascun Partner ha firmato il Registo del Capitolo, divenendo membro ufficiale del Capitolo, il quale raggiungeva così il numero limite di 151 membri. Durante le due settimane, i Partners saranno completamente integrati nel Capitolo, e si uniranno alle commissioni che man mano si stabiliranno.

Per alcuni, il termine di "Partner", usato in questo contesto, può sembrare strano. Dopo tanti anni, a noi Fratelli si sono aggiunti, nel ministero presso i giovani, dei laici, dei religiosi di altri ordini e dei sacerdoti. Così, il termine "partner laico" non è esatto, poiché non tutti i nostri partners sono laici. I nostri partners di lavoro possono essere sposati o celibi, religiosi o laici. In qualche parte del mondo la loro associazione ha formato delle strutture, alcune più formali di altre. E quando questi movimenti popolari hanno acquisito una loro maturità, sono stati dati loro diversi nomi. In alcune regioni del mondo, li chiamiamo "associati", altrove sono semplicemente "colleghi", ecc. Poiché noi ci raggruppiamo in tutto il mondo in forme diverse e con diverse esperienze di associazione, non soprenderà nessuno il fatto che questa terminologia costituisca una vera sfida.

Uno degli argomenti di discussione che questo Capitolo Generale vorrà sviluppare è lo sbocco di questa associazione. A causa della grande diversità delle sue applicazioni nel mondo, alcuni chiedono un chiarimento, una visione futura e una struttura. Nel frattempo io continuerò ad usare la parola "partners" per indicare quei membri non Fratelli del Capitolo che sono stati invitati ad unirsi a noi per queste due settimane. Ci aiuteranno nella ricerca di chiarimento che riguarda l'associazione.

Dopo la presentatione dei Partners, i Fratelli Adalberto Aranda e Jon Lezamiz hanno presentato la relazione del corso CIL 1999-2000 (Centro Internazionale Lasalliano). Questo corso era centrato sul rinnovo della missione lasalliana, con il tema "Associati insieme per il servizio educativo dei poveri". Inclusi nel programma erano due mesi di esperienza con i poveri e quattro mesi di studio, di interiorizzazione e di vita comunitaria a Roma. 37 partecipanti di cui 34 Fratelli, 2 Suore Guadalupane e un laico. Erano stati proposti ai futuri Cilisti 62 progetti possibili che prevedevano due mesi di lavoro in contatto con i poveri. Dei 37 partecipanti, soltanto due Fratelli non hanno seguito questa fase del programma. Una raccomandazione dei Cilisti ai membri del Capitolo è che anch'essi dovrebbero fare un'esperienza simile di lavoro con i poveri.

L'ultima presentazione della giornata è stata fatta da Fr. Nicolas Capelle e riguardava i 5 colloqui che iniziarono nel 1994. Il 42° Capitolo Generale del 1993 aveva chiesto al Fratello Superiore ed al suo Consiglio di nominare un gruppo di esperti nel campo dell'educazione perché servissero da osservatori dal punto di vista educativo, nel senso più ampio che la parola ha in tutto il mondo, onde permettere al Centro dell'Istituto di sviluppare una strategia ufficiale. Muniti di questo mandato, fu istitutito un Comitato che tracciasse le linee di un programma atto a soddisfare quest'esigenza. Il risultato di questo lavoro, furono 5 colloqui, tenutisi dal 1994 al 1998. I punti di convergenza sono riportati in dettaglio nel n° 245 del Bollettino dell'Istituto. Fr. Nicolas, uno dei membri del Comitato, ha preso nota di sei tendenze importanti cui hanno dovuto far fronte gli educatori cristiani, gli istituti educativi e, di conseguenza il nostro Istituto.

La prima tendenza è quella delle società che sono sempre più alla mercè delle corporazioni multinazionali. I governi nazionali hanno sempre meno margine di manovra; la democrazia è svuotata del suo obiettivo e la gente è alla mercè di qualche finanziere e giocatore mascherato.

Una seconda tendenza è quella dell'emarginazione degli immigrati. Le città ricevono gli immigranti senza che le autorità competenti abbiano avuto il tempo di pianificare, di organizzare i servizi e le strutture indispensabili. Si vengono a creare città-frontiere, sprovviste del tutto di servizi adeguati.

Un'altra tendenza è invece quella delle società costrette a tener sempre più conto degli individui. Alcune società infatti riconoscono e tentano di proteggere la dignità degli individui, le loro scelte personali, le loro espressioni, i loro desideri e la loro libertà. Ma questa individualizzazione non sottrae l'attenzione ai bisogni degli altri, al bisogno di calore e di solidarietà. La tensione creata tra queste due realtà ha conseguenze positive e negative.

Una quarta tendenza è quella delle società che si preoccupano della famiglia e dei suoi valori di base. Mentre le famiglie sembrano essere dovunque scosse dalla mancanza di lavoro, dalle migrazioni, dal consumismo, dall'individualismo e dalla perdita di riferimenti etnici e religiosi, c'è anche uno sforzo considerevole per sostenere le famiglie, aiutarle e proteggerle. Mentre il ruolo della donna diventa sempre più preponderante, importanti conseguenze derivano da questa discussione, si sviluppano famiglie non tradizionali; i giovani devono cavarsela da soli, abbandonati a sé stessi di fronte alle importanti questioni della sessualità, dell'alterità, della costruzione dell'amore.

Anche la quinta tendenza crea tensioni. Nel campo dell'educazione, i genitori ricercano il meglio per i propri figli. Chiedono alla scuola un'istruzione e un'educazione di qualità. Chiedono spesso alla scuola di svolgere il ruolo educativo che essi stessi non svolgono più in seno alla famiglia. Nello stesso tempo, soprattutto nelle regioni povere, i Capi di Stato non investono più nell'istruzione elementare e si disinteressano degli strati di popolazioni in cui non riescono a trovare un interesse a breve termine. L'istruzione delle ragazze e delle donne è spesso sacrificata. Un po' dappertutto, la suola media o la scuola secondaria è il punto debole dei sistemi educativi.

L'ultima tendenza racchiude una diconomia. Alcuni si aspettano che le religioni stabilite siano un fattore di pace e di concordia. Ma altri credono che non ci sia più niente da aspettarsi dai sistemi religiosi. Per altri, tutto sta sperare in trasformazioni individuali e in reti di buona volontà che vivono sul pianeta... Molti giovani, per quanto critici dei grandi sistemi religiosi tradizionali, interrogano le religioni sul senso della vita. Trovano interesse presso di loro soltanto gli approcci religiosi che rispettino l'individuo e la sua libertà, che abbiano costrizioni dottrinali e gerarchiche ridotte al minimo, che s'immischino il meno possibile nella loro etica personale. Pur tuttavia, le religioni che presentano figure d'uomini e di donne che si donano agli altri, fino a donare la loro stessa vita, esercitano un fascino altrettanto forte. E dei giovani sono allora capaci di avvicinarle.
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