Intervista con il Fratello Superiore generale

Intervista con il Fratello Superiore generale

Roma, 2 Novembre 2018

Per quattro settimane Fr. Robert Schieler F.S.C., Superiore Generale, ha partecipato presso la Città del Vaticano al Sinodo dei Vescovi su “Gioventù, fede e discernimento vocazionale”. I vescovi, insieme a sacerdoti, religiosi, religiose e giovani di tutto il mondo, hanno vissuto giorni di preghiera, discussione, analisi e dialogo sui tempi attuali e l’impegno della Chiesa per la realtà delle nuove generazioni.

Dopo il Sinodo, nello stesso periodo, mentre era in preparazione la sua visita pastorale ai Fratelli e ai Lasalliani del Brasile, prevista per il 30 ottobre, Fratel Robert ha risposto ad alcune domande su questa importante esperienza ecclesiale, che ha dato alla Chiesa l’occasione di ascoltare la voce di migliaia di educatori lasalliani che continuano ad essere appassionati di Dio e dell’umanità in 80 paesi in tutto il mondo.

Domande e risposte con il Fratello Robert Schieler, F.S.C., Superiore generale su “Sinodo 2018: discernimento gioventù, fede e vocazione”.

  1. Se un giovane le chiedesse a cosa serve realmente un Sinodo? Quale sarebbe la sua risposta?

Un sinodo è un raduno di Vescovi per consigliare il Papa e, occasionalmente, per riflettere su una questione importante nella vita della Chiesa e del Mondo. I Sinodi sono stati il frutto del Concilio Vaticano II come passo per ulteriori relazioni e il dialogo collegiale nella Chiesa, in particolare tra i Vescovi e il Papa. Un dono di Papa Francesco ai Sinodi è di espandere le voci, oltre i Vescovi.

  1. Quali sarebbero le 3 parole che userebbe per descrivere la sua esperienza come membro attivo del Sinodo 2018?

Essere invitati a partecipare ad un sinodo esige l’umiltà. Sperimentare l’universalità della Chiesa è una benedizione. Essere in dialogo con i giovani è energizzante.

  1. Quali sono le tre lezioni principali che ha potuto apprendere da questo evento e che sono molto importanti per la Chiesa
    a. Papa Francesco prende sul serio la creazione di una Chiesa che ascolta e una Chiesa che vive il Vangelo di Gesù.
    b. Molti giovani hanno passione per la loro vocazione e vogliono giocare un ruolo nella missione di Dio concessa alla Chiesa.
    c. L’inclusività rimane una sfida per la Chiesa istituzionale.

 

  1. Una volta terminato il Sinodo, quali sono i sentieri che la nostra missione educativa lasalliana deve continuare o cominciare a percorrere?

Primo, non dobbiamo pensare che il sinodo sia terminato. Dovremmo considerare il Sinodo come punto intermedio in un processo continuo. In secondo luogo, andrebbe notato che il 45° Capitolo Generale del 2014 ha anticipato i principali temi del Sinodo: l’accompagnamento, la varietà delle vocazioni nella Chiesa oggi, l’importanza della formazione permanente, la necessità e l’impegno di una nuova pedagogia della catechesi. Dobbiamo rimanere fedeli e creativi verso questi impegni, presi dai Capitolari al Capitolo Generale.

  1. Quali temi chiave dovremmo approfondire noi Fratelli De La Salle al fine di favorire e accompagnare il discernimento vocazionale dei giovani?

Fraternità: come Fratelli de La Salle e partners lasalliani, dobbiamo continuare ad invitare i giovani nelle nostre comunità per pregare e dialogare.
Volontariato: espandere i programmi di volontariato in cui i giovani lavorino per i poveri e i vulnerabili e abbiano un’esperienza di vita comunitaria con Fratelli e Partners per un periodo di tempo significativo, da alcuni mesi ad un anno.
Fiducia: fiducia nella divina provvidenza, fiducia reciproca, fiducia nei nostri giovani.

  1. Come definirebbe i tempi in cui viviamo? Stiamo affrontando una crisi di fede? Una crisi ecclesiale?

La crescente intolleranza nell’arena pubblica e la proliferazione di notizie false è una crisi di oggi. La situazione dei rifugiati, la più grande migrazione di popoli dopo la seconda guerra mondiale è una tragedia che non dobbiamo ignorare. Noi e la Chiesa dobbiamo usare meglio le nostre risorse, le nostre esperienze e le nostre voci per coloro che non ne hanno.

  1. Esistono muri che ci impediscono di ascoltare i giovani?

Un dono del nostro carisma è la natura della nostra relazione con i nostri studenti, Fratelli e Sorelle anziani, Fratelli e Sorelle più giovani. Le relazioni sono incoraggiate chiamandole per nome e onorando la loro dignità individuale. Mentre ci avviciniamo alle Vocazioni Lasalliane del 2019, rendiamo grazie per la vita di Giovanni Battista de La Salle che, con i suoi primi Fratelli, ha dato vita a una visione educativa e metodica che ha sradicato i muri esistenti tra insegnante e studente.

  1. Quali sono i ponti che possiamo costruire con loro?

Durante tutto il sinodo e nel documento di lavoro è stato evidenziato e riconosciuto il valore dell’istruzione cattolica offerta da molte congregazioni di religiosi, donne e uomini. Il “ponte” che dobbiamo continuamente costruire è un ambiente educativo in cui i poveri e le classi medie delle nostre società si incontrino e si educhino a vicenda.

  1. Una parola conclusiva per i Fratelli De La Salle

Il Sinodo ha richiesto un approccio ai giovani che è al centro della nostra vocazione. Abbiamo una vocazione privilegiata grazie alla quale camminiamo con i giovani. Siamo in stretta relazione con coloro che li accompagnano nel cammino verso la costruzione di una vita di fede fino all’età adulta. Sono i nostri insegnanti tanto quanto lo siamo noi. Che ricca benedizione è la nostra eredità!

Ai nostri giovani lasalliani:

La Chiesa vuole andare oltre i giovani e tutto il popolo di Dio per impegnarsi con loro. Il sinodo ha chiesto la corresponsabilità dei giovani con la Chiesa. Ha riconosciuto i giovani come protagonisti nella Chiesa e partners nell’annunciare la Buona Novella, in particolare ai loro coetanei. Il sinodo ha anche riconosciuto l’invisibilità dei Vescovi, dei sacerdoti e dei religiosi per i giovani e la mancanza di contatti regolari con loro. C’è il desiderio di cambiare tutto questo. Cari giovani, non perdete la speranza e la fiducia in noi.

Ai nostri partners, insegnanti ed associati:

Il ruolo indispensabile delle scuole e delle università nell’educare e formare bambini e giovani è stato riconosciuto ed esaltato. Grazie lasalliani per il dono della vostra vocazione e per i sacrifici quotidiani che fate a nome di tutti coloro che sono affidati alle vostre cure.

lasalleorg media | Rome
November 2 2018

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