{"id":109193,"date":"2025-04-08T08:38:59","date_gmt":"2025-04-08T07:38:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lasalle.org\/?p=109193"},"modified":"2025-04-08T08:38:59","modified_gmt":"2025-04-08T07:38:59","slug":"papa-francesco-la-malattia-e-una-scuola-in-cui-impariamo-ad-amare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lasalle.org\/it\/papa-francesco-la-malattia-e-una-scuola-in-cui-impariamo-ad-amare\/","title":{"rendered":"Papa Francesco: \u201cLa malattia \u00e8 una scuola in cui impariamo ad amare\u201d"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.lasalle.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109193?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lasalle.org\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Scarica il pdf\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">PDF<\/span><\/a><a href=\"https:\/\/www.lasalle.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109193?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lasalle.org\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-print-title\">PRINT<\/span><\/a><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:1248px;margin-left: calc(-4% \/ 2 );margin-right: calc(-4% \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><p>Francesco saluta i fedeli al termine della Messa per il Giubileo degli ammalati e del mondo della sanit\u00e0: &#8220;Grazie tante!&#8221;. Prima, come un normale pellegrino, ha pregato, si \u00e8 confessato in Basilica e ha attraversato la Porta Santa. L\u2019arcivescovo Fisichella legge l&#8217;omelia del Pontefice: \u201cNon releghiamo chi \u00e8 fragile\u201d e il suo dolore, lontano dalla nostra vita. Il Vescovo di Roma confida di condividere oggi con i malati \u201cl\u2019esperienza dell\u2019infermit\u00e0&#8221; e &#8220;di dipendere dagli altri&#8221;<\/p>\n<p>La bellissima sorpresa al termine della Messa del Giubileo degli ammalati e del mondo della sanit\u00e0 \u00e8 l&#8217;arrivo di Papa Francesco sul sagrato. In sedia a rotelle, accompagnato dal suo infermiere personale, Massimiliano Strappetti. Che lo porta fino all&#8217;altare, dove, dopo la benedizione finale del celebrante, l&#8217;arcivescovo Fisichella, pronuncia un breve saluto: &#8220;Buona domenica a tutti, grazie tante!&#8221;. Nella commozione di tutti i presenti in Piazza, i lettori trasmettono poi il suo messaggio di ringraziamento.\u00a0Francesco saluta &#8220;con affetto quanti hanno partecipato a questa celebrazione e li ringrazia di cuore per le preghiere elevate a Dio per la sua salute, auspicando che il pellegrinaggio giubilare sia ricco di frutti&#8221;. Quindi imparte la benedizione apostolica, che estende &#8220;alle persone care, ai malati e ai sofferenti, come pure a tutti i fedeli oggi convenuti&#8221;.\u00a0 Prima di uscire sul sagrato, comunica la Sala Stampa vaticana, il Pontefice\u00a0ha ricevuto il sacramento della riconciliazione nella Basilica di San Pietro, si \u00e8 raccolto in preghiera e ha attraversato la Porta Santa, unendosi cos\u00ec al pellegrinaggio giubilare degli ammalati.<\/p>\n<p>Il Papa convalescente a Casa Santa Marta condivide molto con i ventimila pellegrini, tanti dei quali malati, raccolti in Piazza San Pietro per la celebrazione. E lo confida nell\u2019omelia, letta per lui dal suo delegato, l\u2019arcivescovo Rino Fisichella, pro-prefetto della Sezione per le questioni fondamentali dell\u2019evangelizzazione nel mondo del Dicastero per L\u2019evangelizzazione. Fisichella, prima della lettura, sottolinea come a pochi metri da noi, Papa Francesco \u201cci \u00e8 particolarmente vicino, e sta partecipando, come tanti malati, a questa Eucaristia attraverso la televisione\u201d. Tutti i fedeli applaudono commossi. Il Pontefice, nel testo, condivide \u201cl\u2019esperienza dell\u2019infermit\u00e0, di sentirci deboli, di dipendere dagli altri in tante cose, di aver bisogno di sostegno\u201d. \u201cNon \u00e8 sempre facile, per\u00f2 \u00e8 una scuola in cui impariamo ogni giorno ad amare e a lasciarci amare, senza pretendere e senza respingere, senza rimpiangere e senza disperare. Grati a Dio e ai fratelli per il bene che riceviamo, abbandonati e fiduciosi per quello che ancora deve venire\u201d.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-title title fusion-title-1 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-two\" style=\"--awb-text-color:var(--awb-custom17);--awb-font-size:24px;\"><h2 class=\"fusion-title-heading title-heading-left\" style=\"margin:0;font-size:1em;\"><strong>Nel letto dell&#8217;infermit\u00e0, rafforzare la fede<\/strong><\/h2><\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-2\"><p>Con gli occhi lucidi e il cuore gonfio di emozioni, tante persone arrivate nell\u2019emiciclo berniniano in sedia a rotelle o a passo lento, e i volontari, infermieri e medici che le accompagnano, ascoltano le sue parole, scandite da monsignor Fisichella, quando sottolinea che \u201cLa camera dell\u2019ospedale e il letto dell\u2019infermit\u00e0 possono essere luoghi in cui sentire la voce del Signore che dice anche a noi: \u00abEcco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?\u00bb. E cos\u00ec rinnovare e rafforzare la fede\u201d.<\/p>\n<p>Sono le parole della prima Lettura, dal Libro di Isaia, inserita nella liturgia di questa quinta domenica del Tempo di Quaresima, che il Pontefice commenta nella sua omelia. Quelle che il Signore rivolge al popolo di Israele in esilio a Babilonia, attraverso il profeta Isaia. \u201cE\u2019 un momento difficile, sembra che tutto sia andato perduto\u201d sottolinea, Gerusalemme \u00e8 stata conquistata e devastata dai soldati del re Nabucodonosor. Eppure, proprio in questo contesto, \u201cl\u2019invito del Signore \u00e8 a cogliere qualcosa di nuovo che sta nascendo\u201d. \u201cQuello che sta nascendo \u00e8 un popolo nuovo. Un popolo che, crollate le false sicurezze del passato, ha scoperto ci\u00f2 che \u00e8 essenziale: restare uniti e camminare insieme nella luce del Signore\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, spiega Papa Francesco, il popolo di Israele impara a incontrare il Signore in un altro modo: \u201cnella conversione del cuore, nel praticare il diritto e la giustizia, nel prendersi cura di chi \u00e8 povero e bisognoso, nelle opere di misericordia\u201d. Lo stesso messaggio viene dal brano del Vangelo di Giovanni, che descrive l\u2019incontro di Ges\u00f9 con l\u2019adultera, a rischio lapidazione. Anche lei vede la sua vita distrutta: \u201cnon da un esilio geografico, ma da una condanna morale\u201d. Anche per lei sembra non ci sia pi\u00f9 speranza. \u201cMa Dio non l\u2019abbandona. Anzi, proprio quando gi\u00e0 i suoi aguzzini stringono le pietre nelle mani, proprio l\u00ec, Ges\u00f9 entra nella sua vita, la difende e la sottrae alla loro violenza, dandole la possibilit\u00e0 di cominciare un&#8217;esistenza nuova\u201d.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-title title fusion-title-2 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-two\" style=\"--awb-text-color:var(--awb-custom17);--awb-font-size:24px;\"><h2 class=\"fusion-title-heading title-heading-left\" style=\"margin:0;font-size:1em;\"><strong>Nelle prove pi\u00f9 dure, l\u2019amore di Dio ci stringe pi\u00f9 forte<\/strong><\/h2><\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-3\"><p>Sono, ribadisce il Papa, racconti \u201cdrammatici e commoventi\u201d, con i quali la liturgia ci invita a rinnovare, nel cammino Quaresimale, la fiducia in Dio, che \u00e8 sempre presente vicino a noi per salvarci. \u201cNon c\u2019\u00e8 esilio, n\u00e9 violenza, n\u00e9 peccato, n\u00e9 alcun\u2019altra realt\u00e0 della vita che possa impedirgli di stare alla nostra porta e di bussare, pronto ad entrare non appena glielo permettiamo. Anzi, specialmente quando le prove si fanno pi\u00f9 dure, la sua grazia e il suo amore ci stringono ancora pi\u00f9 forte per risollevarci\u201d.<\/p>\n<p>E certamente, commenta Francesco, \u201cla malattia \u00e8 una delle prove pi\u00f9 difficili e dure della vita, in cui tocchiamo con mano quanto siamo fragili\u201d, e pu\u00f2 farci sentire \u201ccome il popolo in esilio, o come la donna del Vangelo: privi di speranza per il futuro. Ma non \u00e8 cos\u00ec\u201d. \u201cAnche in questi momenti, Dio non ci lascia soli e, se ci abbandoniamo a Lui, proprio l\u00e0 dove le nostre forze vengono meno, possiamo sperimentare la consolazione della sua presenza\u201d.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-title title fusion-title-3 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-two\" style=\"--awb-text-color:var(--awb-custom17);--awb-font-size:24px;\"><h2 class=\"fusion-title-heading title-heading-left\" style=\"margin:0;font-size:1em;\"><strong>Il letto di un malato come \u201cluogo santo\u201d<\/strong><\/h2><\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-4\"><p>Il Signore stesso, fatto uomo, \u201cha voluto condividere in tutto la nostra debolezza\u201d, e cos\u00ec a Lui \u201cpossiamo dire e affidare il nostro dolore, sicuri di trovare compassione, vicinanza e tenerezza\u201d. E inoltre, sottolinea il Pontefice nel suo testo, nel suo amore fiducioso, \u201cEgli ci coinvolge perch\u00e9 possiamo diventare a nostra volta, gli uni per gli altri, \u2018angeli\u2019, messaggeri della sua presenza\u201d. Cosicch\u00e8 spesso, \u201csia per chi soffre sia per chi assiste, il letto di un malato si pu\u00f2 trasformare in un \u2018luogo santo\u2019 di salvezza e di redenzione\u201d.<\/p>\n<p>Papa Francesco si rivolge cos\u00ec a medici, infermieri e membri del personale sanitario, ricordando loro, con le parole della Bolla d\u2019Indizione del Giubileo\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/bulls\/documents\/20240509_spes-non-confundit_bolla-giubileo2025.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Spes non confundit<\/a>,<\/em>\u00a0che mentre si prendono cura dei loro pazienti, specialmente dei pi\u00f9 fragili, il Signore offre loro \u201cl\u2019opportunit\u00e0 di rinnovare continuamente la vostra vita, nutrendola di gratitudine, di misericordia, di speranza\u201d. \u201cPermettete che la presenza dei malati entri come un dono nella vostra esistenza, per guarire il vostro cuore, purificandolo da tutto ci\u00f2 che non \u00e8 carit\u00e0 e riscaldandolo con il fuoco ardente e dolce della compassione\u201d.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-title title fusion-title-4 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-two\" style=\"--awb-text-color:var(--awb-custom17);--awb-font-size:24px;\"><h2 class=\"fusion-title-heading title-heading-left\" style=\"margin:0;font-size:1em;\"><strong>Societ\u00e0 crudele quella che non accetta i sofferenti<\/strong><\/h2><\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-5\"><p>Nel concludere il testo della sua omelia,<em>\u00a0<\/em>Papa ricorda che il predecessore Benedetto XVI, \u00a0\u201cche ci ha dato una bellissima testimonianza di serenit\u00e0 nel tempo della sua malattia\u201d ha scritto, nella sua enciclica\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Spe salvi<\/a><\/em>, che \u201cla misura dell\u2019umanit\u00e0 si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza\u201d e che \u201cuna societ\u00e0 che non riesce ad accettare i sofferenti [\u2026] \u00e8 una societ\u00e0 crudele e disumana\u201d. Perch\u00e9 \u201caffrontare insieme la sofferenza ci rende pi\u00f9 umani e condividere il dolore \u00e8 una tappa importante di ogni cammino di santit\u00e0\u201d. \u201cCarissimi, non releghiamo chi \u00e8 fragile lontano dalla nostra vita, come purtroppo oggi a volte fa un certo tipo di mentalit\u00e0, non ostracizziamo il dolore dai nostri ambienti\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 invece un\u2019occasione per crescere insieme, \u201cper coltivare la speranza grazie all\u2019amore che per primo Dio ha riversato nei nostri cuori\u201d e che \u201c\u00e8 ci\u00f2 che rimane per sempre\u201d.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-6\"><p><a href=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/papa\/news\/2025-04\/papa-francesco-omelia-giubileo-ammalati-fisichella-scuola-amore.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Articolo pubblicato su Vatican News. Di: <\/em><em>Alessandro Di Bussolo<\/em><em>. Foto: Vatican Media<\/em><\/a>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":9,"featured_media":109187,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_tec_requires_first_save":true,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_EventAllDay":false,"_EventTimezone":"","_EventStartDate":"","_EventEndDate":"","_EventStartDateUTC":"","_EventEndDateUTC":"","_EventShowMap":false,"_EventShowMapLink":false,"_EventURL":"","_EventCost":"","_EventCostDescription":"","_EventCurrencySymbol":"","_EventCurrencyCode":"","_EventCurrencyPosition":"","_EventDateTimeSeparator":"","_EventTimeRangeSeparator":"","_EventOrganizerID":[],"_EventVenueID":[],"_OrganizerEmail":"","_OrganizerPhone":"","_OrganizerWebsite":"","_VenueAddress":"","_VenueCity":"","_VenueCountry":"","_VenueProvince":"","_VenueState":"","_VenueZip":"","_VenuePhone":"","_VenueURL":"","_VenueStateProvince":"","_VenueLat":"","_VenueLng":"","_VenueShowMap":false,"_VenueShowMapLink":false,"_tribe_blocks_recurrence_rules":"","_tribe_blocks_recurrence_description":"","_tribe_blocks_recurrence_exclusions":"","footnotes":""},"categories":[3366,3385],"tags":[],"class_list":["post-109193","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie","category-santa-sede-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lasalle.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109193","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lasalle.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lasalle.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalle.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalle.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=109193"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lasalle.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109193\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":109194,"href":"https:\/\/www.lasalle.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109193\/revisions\/109194"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalle.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/109187"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lasalle.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=109193"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalle.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=109193"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalle.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=109193"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}