image_pdfPDFimage_printPRINT

Il 24 settembre 2026, su decisione del Consiglio Distrettale di quella giurisdizione, è stata consegnata ai responsabili dell’Archivio della Casa Generalizia una lettera originale di San Giovanni Battista de La Salle, conservata negli Archivi della Casa Provinciale di Oxford.

Si tratta della lettera datata 15 maggio 1701. Insieme a un’altra del 20 giugno 1682, sono le due lettere scelte per essere presentate nel processo di beatificazione di Giovanni Battista de La Salle. L’allora postulatore, su consiglio di M. Maure, cappellano della Casa Generalizia, presentò le copie e gli originali nel 1835 alla Commissione incaricata di indagare sull’eroicità delle virtù del nostro padre. Nessuna delle due lettere tornò allora nei nostri archivi.

La lettera del 1682 rimase nella Biblioteca dell’arcivescovo di Reims. La lettera del 1701, invece, ebbe un percorso molto più complesso. Fu ritrovata nel 1955 da Padre Bernard Payne, bibliotecario del seminario di Ushaw, nel nord dell’Inghilterra, all’interno di un fascicolo di manoscritti antichi. Ottenuto il permesso del vescovo di Hexham e Newcastle, la lettera fu donata al Distretto d’Inghilterra.

Si tratta di un manoscritto autografo di 110×163 mm. Non riporta né indirizzo né mittente. Era piegato in quattro e, a un certo punto, si è bagnato, lasciando una macchia. La nostra lettera non ha conservato il nome del destinatario. Né la data, poiché la datazione che vi figura è stata apposta da una persona diversa dall’autore. Presenta addirittura una doppia datazione: 1710 o 1701. Alcuni studiosi hanno optato per una, altri per la seconda.

Sul retro della lettera, qualcuno ha scritto: «5 giugno 1701. Rimedio semplice per la porpora: mettere dei vermi sulla pianta del piede e schiacciarli, per me… di… che si chiama…». Secondo uno studio di Fr. Edwin Bannon, il destinatario della lettera lo avrebbe conservato in tasca, forse all’interno del Nuovo Testamento che ogni Fratello portava con sé. A un certo punto, di fronte a questa malattia (tifo esantematico) che in quel periodo mieté la morte di almeno cinque Fratelli, non avendo altro foglio a portata di mano su cui annotare la sua scoperta, scrisse proprio lì. Infatti, nella medicina galenica prevalente all’inizio del XVIII secolo, i vermi – sia essiccati in polvere che vivi – venivano utilizzati contro la febbre purpurea poiché garantiscono una temperatura e un’umidità inferiori.

Conosciuta grazie alle copie a stampa, questa lettera è stata contrassegnata con numeri diversi nelle varie collezioni nel corso del tempo:

Collezione di Fr. Clair Battersby (1951): La data è il 1710 e le viene attribuito il numero II.4.
Collezione di lettere curata da Fr. Felix Paul (1954): La data è il 1701 e le viene assegnato il numero 102; la include tra le lettere copiate.
Studio di Fr. Edwin Bannon: La data è il 1701.
Opere complete in francese (edizione a stampa, 1993): Conferma le informazioni fornite da Fr. Félix Paul (102).
Collezione di Fr. Secondino Barbaglia (1993): Datata 1701, reca il numero 2.
Opere complete in francese (edizione elettronica, 2000): Riporta le informazioni di Fr. Félix Paul, ma le include già tra le lettere autografe (102).
Opere complete in spagnolo (2001): Accetta le informazioni contenute nelle Opere complete elettroniche in francese.