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Ogni 15 maggio la Famiglia Lasalliana celebra la festa di San Giovanni Battista de La Salle, patrono degli educatori, il cui retaggio spirituale e pedagogico continua a ispirare migliaia di comunità educative in tutto il mondo. Sebbene la memoria liturgica del santo francese ricorra il 7 aprile – data della sua morte, avvenuta nel 1719 –, i Fratelli delle Scuole Cristiane spostano tradizionalmente la celebrazione al mese di maggio, un periodo più propizio per condividerla con alunni, insegnanti e famiglie.

“Il 15 maggio ha anche un valore speciale perché in quel giorno, nel 1950, Pio XII dichiarò San Giovanni Battista de La Salle patrono degli educatori cristiani”, spiega il Fratello Josean Villalabeitia, postulatore generale dell’Istituto, in un’intervista a Radio Vaticana-Vatican News.

Un punto di riferimento per l’istruzione moderna

A più di tre secoli dalla fondazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane, l’eredità di La Salle continua a rivelarsi sorprendentemente attuale. La sua figura è riconosciuta non solo nella Chiesa, ma anche in ambito pedagogico e accademico come uno dei grandi innovatori dell’educazione moderna.

“Non c’è facoltà di pedagogia o di scienze dell’educazione che approfondisca seriamente questi temi e che non faccia riferimento a Giovanni Battista de La Salle”, afferma il Fratello Josean, sottolineando l’importanza della sua proposta educativa, soprattutto per aver posto i giovani e i più bisognosi al centro del processo formativo.

Tra le intuizioni più innovative del santo francese spicca l’uso della lingua volgare – il francese – al posto del latino nelle aule scolastiche, una decisione che all’epoca suscitò critiche e resistenze. Tuttavia, i risultati ottenuti dalle sue scuole finirono per consolidare un modello pedagogico che avrebbe profondamente influenzato l’insegnamento contemporaneo.

La missione educativa dei laici

Fratel Josean sottolinea inoltre un altro tratto distintivo del carisma lasalliano: la fiducia riposta nei laici come protagonisti della missione educativa della Chiesa.

“La Salle diceva che il mondo della scuola ha bisogno di un uomo integro”, ricorda, sottolineando come il fondatore avesse compreso l’importanza di educatori pienamente dediti all’accompagnamento dei giovani.

Come spiega, la bolla pontificia di approvazione dell’Istituto, pubblicata nel 1725, è considerata dagli studiosi come il primo documento pontificio che affida esplicitamente ai laici una missione apostolica specifica nella Chiesa: la catechesi scolastica.

Un cammino di santità che continua

Attualmente, l’Istituto conta 14 santi – tra cui dieci martiri – e 153 beati, oltre a nove venerabili le cui virtù eroiche sono già state ufficialmente riconosciute dalla Chiesa. La Postulazione Generale continua ad accompagnare diverse cause di beatificazione e canonizzazione in varie parti del mondo.

“È un lavoro sempre aperto”, commenta il postulatore generale, sottolineando che la santità lasalliana continua a manifestarsi nella testimonianza silenziosa e quotidiana di coloro che vivono la loro vocazione educativa con dedizione e fedeltà.

Educare alla fratellanza e alla vicinanza

La festa di San Giovanni Battista de La Salle viene celebrata in modo particolare nelle scuole e nelle opere educative, dove la dimensione comunitaria occupa un posto essenziale. “Non esiste un lasalliano che viva la propria identità agendo da solo”, afferma Fratel Josean. L’interiorità, la fraternità e il ministero educativo costituiscono parte integrante del carisma ereditato dal fondatore.

In un contesto caratterizzato da rapide trasformazioni culturali e tecnologiche, il postulatore generale insiste sul fatto che il messaggio lasalliano mantiene tutta la sua attualità. Da un lato, ricorda la necessità di prendere sul serio l’educazione dei bambini e dei giovani, evitando superficialità o decisioni condizionate esclusivamente dalle mode del momento. Dall’altro, rivendica l’importanza delle relazioni umane nel processo educativo.

“Le macchine possono aiutare, ma non potranno mai sostituire il rapporto tra le persone”, sostiene. E cita un’espressione molto cara a San Giovanni Battista de La Salle: educare “da cuore a cuore”.

L’attualità dell’eredità lasalliana

Il fondatore esortava gli insegnanti a trattare i propri allievi “con la fermezza di un padre e la tenerezza di una madre”, una pedagogia basata sulla vicinanza, l’attenzione e l’accompagnamento costante. “Non dimenticate mai che siete fratelli tra di voi e fratelli maggiori dei vostri allievi”, ripeteva agli educatori.